Pubblicazioni recenti

Il senso che rimane

di Enzo Casone

Copertina del libro

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C’è un’età in cui la vita smette di promettere e comincia a rivelare. Questi racconti abitano quella soglia: la vecchiaia che non rinuncia, l’amore che ritorna o che non è mai davvero andato via, il corpo che cede ma non si arrende. Con sguardo lucido e profondamente umano, l’autore dà voce a uomini e donne che attraversano la malattia, la violenza, la perdita, il desiderio di scegliere la propria fine — e che tuttavia continuano, stupiti, ad ammirare il cielo, il mare, le cime innevate, la luce tra gli alberi. E l’amore sempre.
Nato da una vita spesa tra le battaglie sindacali e l’impegno civile, questo libro porta con sé la conoscenza di chi ha visto il mondo dal lato dei più fragili. Ogni storia è un atto di attenzione verso ciò che resiste, verso la bellezza ostinata che si annida anche dove fa più male.

“Non ti abbattere, non permettere alla quotidianità, sempre più difficile, di cancellare lo spirto guerrier ch’entro ti rugge, come divinamente scrisse Foscolo. Adegua il tuo passo, ma non ti fermare. Avrai sogni e obiettivi, gusto per la vita che ti accompagnerà. Esisterai. Anche quando gli altri non lo vedranno.”

Disponibile su Amazon, Google Play Libri, Kobo, IBS.it e LaFeltrinelli.it


Quel che resta dei sogni

di Beppe Mitrotta

Copertina del libro

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Un originale volumetto che dietro l’apparenza del divertissement all’insegna della fantasia cela fine sensibilità e profondità di pensiero. Venti resoconti di sogni – ora bizzarri, ora divertenti, ora inquietanti, ora surreali (be’, altrimenti che sogni sarebbero?) –, spesso seguiti da acute riflessioni, che rivelano, forse al di là delle intenzioni dello stesso scrittore, le passioni, gli ideali, le aspirazioni, insomma l’universo interiore, di Beppe Mitrotta, e soprattutto, par di cogliere, il suo insopprimibile anelito a indagare le ragioni ultime dell’esistenza e il mistero della morte e del “dopo”.
Lasciandosi trasportare in queste suggestive avventure oniriche, il lettore scoprirà, tra l’altro, l’amore dell’autore per il mare, la sua vocazione per la Medicina, il suo attaccamento alla famiglia, e incontrerà personaggi straordinari, da Nostradamus a Mao, da Proudhon a Nietzsche, da Fabrizio De Andrè al profeta Ezechiele, con una puntata sull’Olandese Volante, un’incursione tra gli dèi dell’Olimpo e una corsa sulla quadriga di Ben Hur.
Un felice esordio, questo di Beppe Mitrotta, che lascia presagire interessanti sviluppi.

“Il suono della sveglia mi fa sobbalzare, spalanco gli occhi e mi ritrovo nel mio letto, tra sollievo e un pizzico di rammarico, a riflettere sulla Vita… Un attimo fuggente quella terrena; infinita, eterna, quella da vivere dopo la morte, perché non riesco a pensare che tutto finisca con il cessare delle materiali funzioni biologiche del corpo.”

Disponibile su Amazon, Google Play Libri, Kobo, IBS.it e LaFeltrinelli.it


Storie screanzate

di Pompeo Molfetta

Copertina del libro

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Alla sua terza raccolta di racconti in due anni, Pompeo Molfetta, medico di medicina generale dalle multiformi passioni – oltre che di scrittura, si occupa di pittura, scultura, teatro, storia e musica, e ha rivestito importanti cariche pubbliche –, ci regala otto storie screanzate di nome, ma incantevoli di fatto. Screanzate perché propongono un universo umano per lo più gretto, meschino, mediocre, non di rado violento e comunque quasi mai virtuoso. Incantevoli perché l’esuberanza narrativa dell’autore (è fondato il sospetto che se la sia spassata un mondo nell’intessere queste novelle) si avvale di una scrittura originale, brillante, dal ritmo incalzante, sostenuta da una felice vena ironica che conferisce una bella leggerezza anche alle vicende più turpi, nonché da una grande abilità nel costruire trame complicate, ma sempre ben congegnate, che tengono avvinto il lettore fino all’ultimo rigo. Con sguardo curioso, acuto, attento alle più sottili sfumature dell’animo umano, Pompeo Molfetta osserva e ci restituisce, senza mai censurare, etichettare o deplorare, una realtà non sempre gradevole, ma resa piacevole e persino divertente dalla sua fantasia e dal suo estro.

“Quando parlava con l’esimio professor Catamenò, la sarta cedeva alla tentazione di filosofeggiare e indugiava su concetti metafisici, come a dimostrare all’illustre interlocutore che lei non si curava delle miserie della vita e degli uomini, tenendo in conto assai di più la cura dell’anima. Ma don Ciccillo, fine conoscitore dell’animo umano, sapeva bene che la donna millantava una nobiltà che non le apparteneva, ché anzi proprio alle miserie umane che si vantava di disprezzare era particolarmente legata. Sapeva tutto di tutti, e tutto e tutti giudicava con la cinica acredine della zitellona inacidita.”

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Ruote nelle ruote

di Galileo Casone

Copertina del libro

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Pietro è un programmatore pugliese che trova l’amore in una chat con Sara, una manager toscana.
Nel decidere di cambiare la sua vita, Pietro usa il suo genio informatico per creare un progetto di successo che lo ancori in Toscana e distrugge il suo matrimonio di facciata. Ma Sara è sposata con un uomo geloso e vive nel terrore.
Mentre lui costruisce il futuro, lei si rifugia in un segreto sempre più soffocante. L’amore è la loro destinazione, ma la paura è l’unica regola del gioco.
Fino a che punto si può spingere il coraggio per la felicità? E cosa succede se si usa la menzogna per difendersi? Un amore nato nel tepore della connessione virtuale, riuscirà a sopravvivere alla ferocia della vita reale?

“La lealtà. Ecco il punto. Cos’è, la lealtà, in una relazione di coppia? Non è forse la qualità di essere sinceri, corretti e integri? Non è mantenere gli impegni presi con onestà e coerenza?”

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Cortocircuiti

di Patrizia Marsella

Copertina del libro

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Luigi Volpe ha il fiuto di un predatore, ma un caso lo costringe in un angolo mortale.
L’ex commissario, investigatore per vocazione, si trova invischiato nella scomparsa di un uomo. Ogni indizio lo conduce a Francesca Bisanti, una donna dal fascino irresistibile, segnata da un passato oscuro. Quando Volpe scoprirà la sua agghiacciante verità, si troverà di fronte a una scelta impossibile.
Un thriller psicologico dove la verità è un segreto della mente.

“Per lui, fino a quel momento, tutto era stato o completamente bianco o completamente nero. Non c’erano vie di mezzo né sfumature di alcun genere: o dentro la legge o fuori di essa.”

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Con le tue lacrime furiose

di Carmen Nolasco

Copertina del libro

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Adelfio Gualtieri, ingegnere trentaduenne tormentato dall’insonnia, inizia un percorso terapeutico con l’eccentrico psicologo Ivan Porzia. Scavare nei traumi familiari — il suicidio del padre, l’ombra del fratello e il controverso rapporto con la madre — non lo guarisce: allarga le fenditure in cui si annidano i suoi segreti.
Misteriosi incidenti e l’instabile rapporto con la sua donna che ogni tanto scompare, lo spingono nella paranoia. Ma nulla è casuale. Ogni evento nasconde uno schema che si rivelerà solo alla fine.
Un thriller psicologico che scava nelle zone d’ombra della mente umana, miscelando dramma e ironia fino alla rivelazione imprevedibile e sconvolgente.

“…e ci sarà stato un momento esatto, in questo nostro muoverci all’unisono in direzioni opposte, ci sarà stata una frazione di secondo, un attimo memorabile, in cui siamo stati vicini, io e te, perfettamente allineati come due pianeti sulla stessa linea curva dello spazio, tremendamente soli, ma schierati nello stesso pezzetto di cielo.”

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Poesie in dialetto brindisino (1889)

di Agostino Chimienti – Introduzione e cura di Massimo Feltrin

Disponibile anche su Amazon in formato cartaceo, ebook e Kindle Unlimited

Copertina del libro Poesie in dialetto brindisino

Copertina del libro

Le poesie nel dialetto di Brindisi del canonico Agostino Chimienti sono in buona parte sopravvissute attraverso la raccolta curata da Edoardo Pedio (A. Chimienti, Poesie in dialetto brindisino, Tipografia Editrice Brindisina, Brindisi 1935), che frequentava il poeta e possedeva le sue carte, comprese quelle della prima produzione in lingua. Tuttavia, per presentare il poeta in società, Pedio gli tessé indosso un vestito di due taglie più stretto. Infatti, la sua edizione si basava su un gusto personale che trovasse riscontro nel palato dei suoi contemporanei, sortendo un effetto di provincialismo al quadrato, per così dire. Il merito di Pedio è di aver salvato la maggior parte dei testi che altrimenti sarebbero andati dispersi.
Pertanto fissare oggettivamente l’ultimo libro che rispecchia completamente la volontà dell’Autore (Poesie in dialetto brindisino, Tipografia Mealli, Brindisi 1889) è condizione essenziale per imbastire qualsivoglia discorso critico.
In questa edizione si preferisce ricostruire il percorso che ha condotto l’Autore, attraverso una serie d’invertenti variantistici segnalati negli Apparati, alle soluzioni certe degli ultimi testi da lui licenziati.


Di Volta in Volta

L’arte di costruire archi, patrimonio da salvare

di Cosimo Bembi

Disponibile anche su Amazon in formato cartaceo, ebook e Kindle Unlimited

Copertina del libro

Copertina del libro

Dopo aver edificato centinaia di suggestive volte, Cosimo Bembi si cimenta con un genere di costruzione per lui del tutto nuovo, la scrittura, e ci regala pagine tanto semplici quanto traboccanti di entusiasmo per un mestiere o, meglio, un’arte che, insieme con l’amore per la famiglia, ha dato senso pieno alla sua esistenza. Senza particolari velleità di tipo narrativo o manualistico (ma non mancano preziose indicazioni di tecnica costruttiva) e senza mai indulgere all’autoglorificazione, l’amabile “mastro muratore” di Oria propone un’accattivante testimonianza della nascita e della concretizzazione della sua vocazione. Con un nobile ed esplicito intento, come dichiara nella premessa: “incoraggiare qualche giovane collega a dedicarsi a questa che è una vera arte, un patrimonio che, come auspica il sottotitolo del libro, credo e spero non vada disperso”. Ma forse Cosimo Bembi vuole anche dire a tutti noi che se si vuol provare a essere felici niente vale come seguire le proprie inclinazioni, le proprie passioni, i propri sogni.

Presentazione del libro giovedì 28 agosto 2025 alle ore 19 presso Palazzo Martini, Piazza D. Albanese 5, Oria (BR)
Saluti istituzionali di Cosimo Ferretti (Sindaco della Città di Oria) e Imma Torchiani (Assessora alla Cultura e al Turismo)
Dialoga con l’autore Federica Mazza (Architetta)


Un tempo per ogni cosa

di Pierangela Del Prete

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Copertina del libro Un tempo per ogni cosa

Copertina del libro

Tre racconti, tre piccole gemme, per un sorprendente esordio. Con una scrittura fortemente evocativa, che rivela padronanza della tecnica narrativa, amore per le parole e felici reminiscenze di una salda cultura classica, Pierangela Del Prete ci trasporta in un suggestivo viaggio nel tempo e nello spazio. Tre racconti brevi, ma densi, articolati, accattivanti. Protagonista il Sud o, meglio, il Salento. Un Salento del quale la scrittrice, sfuggendo abilmente al rischio del didascalico e del convenzionale, ci fa sentire i profumi, vedere i colori, ascoltare i suoni, assaporare i gusti, toccare la multiforme realtà, calandoci con tutti i sensi in un’atmosfera che rapisce. Le tre storie si dipanano fluide, con leggerezza calviniana, tra partenze e ritorni, tuffi nel passato alla ricerca delle radici e slanci verso il futuro, cerchi che si chiudono, amori perduti e ritrovati, o forse mai veramente perduti. Dopo aver voltato l’ultima pagina, il lettore non potrà che far proprio l’auspicio dell’autrice della bella prefazione che questa raccolta sia solo l’inizio dell’esperienza di Pierangela Del Prete nella narrativa.


MADRES – Storie di donne ed altri fantasmi

di Andrea Siano

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maders storie di donne ed altri fantasmi

Copertina del libro

Dire madre – topos utilizzatissimo in letteratura – è, nella maggior parte dei casi, evocare il confortevole calore del grembo, il primo nutrimento, il perno attorno cui ruota ciascuna delle nostre esistenze. Qui però non c’è calore né conforto né nutrimento, al centro della scena si staglia una figura gelida, spettrale e tremenda, che fa gelido, spettrale e tremendo tutto il paesaggio attorno: è la Llorona, personaggio del folclore dell’America latina – le cui origini prestano la lingua spagnola al titolo e ad alcuni componimenti della silloge –, il fantasma di una madre che, colta da disperazione dopo essere stata abbandonata dall’uomo amato, nonché padre dei suoi figli, li uccide annegandoli nel fiume, commettendo il più atroce dei delitti, macchiandosi di una colpa che neanche il gesto estremo di togliersi la vita potrà cancellare.


Passeggiata storica in Brindisi

di Giovanni Guarino
a cura di Tiziana Molle, cenni storici di Giovanni Membola

Disponibile anche su Amazon in formato cartaceo, ebook e Kindle Unlimited

Passeggiata Storica in Brindisi di Giovanni Guarino

Copertina del libro

Giovanni Guarino (Brindisi, 1889-1976) è conosciuto soprattutto come autore – per i brindisini Lu Maestru – dei testi di famose canzoni popolari in vernacolo, tra le quali, per citarne solo una, la celeberrima Va cantu pi te (nota anche come Mannaggia lu rimu). In realtà è stato molto altro –poeta, attore, coreografo, direttore artistico e pittore autodidatta, nonché studioso dell’occulto, filosofia, metafisica, religioni – ed è auspicabile che presto venga riscoperto nella sua affascinante poliedricità e complessità.
«Questa pubblicazione» scrive infatti Tiziana Molle, nipote di Guarino e curatrice del volume, «nasce dall’intento di esaudire un grande desiderio di mia madre che, tra i tanti scritti del padre da consegnare al pubblico, teneva in particolare che fosse data alle stampe questa “passeggiata”, perché facesse emergere l’amore infinito di Giovanni Guarino per Brindisi, per la sua storia e i suoi monumenti. A questo si aggiunge la mia volontà di portare alla luce la figura di un uomo di cultura versatile, che durante tutta la vita ha scritto tanto, anelando sempre alla conoscenza e alla meditazione per una maggiore comprensione del genere umano, perseguendo valori di solidarietà e pace, tolleranza e fraternità, tanto più necessari e impellenti visti i tempi in cui viviamo».

Presentazione del libro venerdì 13 giugno 2025 alle ore 18 presso il Salone di Rappresentanza della Provincia di Brindisi, via Annibale De Leo 3, Brindisi
Intervengono Tiziana Molle (curatrice del volume) e Giovanni Membola (cenni storici) modera Teresa Nacci.
Intermezzi musicali di Vincenzo Maggiore e Giancarlo Pagliara
Letture a cura di Vincenzo Daniele.


Oria fumosa

di Anna Rita Pasulo

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Copertina del libro

Copertina del libro

Oria, anni Trenta del secolo scorso. Peppino Mingolla, coltivatore, spera di “maritare le figlie con onore” per sottrarle a una vita di miseria e lotta quotidiana, ma la secondogenita, Concetta, s’innamora di un giovane musicante, Cosimo Leone, orfano e privo di mezzi, allevato da una zia nubile, Peppa. L’opposizione di Peppino spinge i due innamorati alla fuitina, ma neppure questa scelta induce l’uomo a mutare atteggiamento. Piuttosto che acconsentire alle nozze, sostiene che preferirebbe tenersi la figlia “disonorata”. Cosimo e Concetta decidono di convivere e comincia così la lunga e travagliata storia della loro famiglia, il racconto della quale copre un arco temporale che giunge sino agli anni Novanta. Sullo sfondo, Oria, con le sue tradizioni, le leggende popolari, le superstizioni e il ricordo delle tante vicende dolorose che ne hanno contrassegnato il passato.

Al suo esordio nella narrativa Anna Rita Pasulo si rivela sapiente affabulatrice e con una scrittura fluida ed elegante dipana una suggestiva storia familiare e al tempo stesso ci offre un prezioso spaccato della vita della nostra provincia.

Con il suggestivo centro storico medievale, le sinuose stradine in pendenza, le case imbiancate a calce, la leggera bruma che da sempre l’avvolge, Oria era per me non solo il luogo degli affetti dove ci si recava la domenica vestiti a festa, lo scrigno dal quale mia madre evocava i suoi racconti, ma anche il nebuloso mondo di storie misteriose cui alludevano le oscure frasi smozzicate e sibilline bisbigliate dagli adulti, su cui si concentrava la mia avida curiosità di bambina.

Presentazione del libro giovedì 6 marzo ore 18,00 presso la Sala 3D del MediaPorto di Brindisi (Viale Commenda, n.1)
Dialogano con l’autrice Mimmo Tardio e Michele Bombacigno
Letture a cura di Ketty Pasulo.


IL NOVELLINO

vòlto in italiano moderno

a cura di Massimo Feltrin

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Copertina del libro

IL NOVELLINO è una raccolta anonima di cento brevi novelle redatta a Firenze tra il tardo Duecento e l’inizio del Trecento. Deve il suo titolo a Giovanni Della Casa che così definì il libro in una lettera del 27 luglio 1525 indirizzata all’editore Carlo Gualteruzzi.
La raccolta, animata dall’oscillazione tra scrittura e oralità, segna il passaggio da un mondo cortese all’affermarsi di una cultura mercantile.
La presente versione in italiano moderno si basa sull’edizione critica a cura di Alberto Conte (Salerno Ed., 2001).

Ricordiamo qui un certo numero di detti eleganti, di belle cortesie e di argute risposte, d’imprese valorose, di generosi doni, di nobili amori, così come molti hanno già fatto in passato.

Presentazione del libro Giovedì 20 giugno ore 18,00 presso la Sala Conferenze di Palazzo Granafei-Nervegna (Brindisi)
Introduce Teresa Nacci
Dialogano con l’autore Liliana Caponetto e Michele Bombacigno
Letture a cura di Alessandra Zammillo.


«IL TEATRO» dei brindisini

Quando la Città sognava ad occhi aperti e il concittadino Giustino Durano mieteva grandi successi

di Antonio Mario Caputo

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Copertina de libro

Copertina del libro

Una città come Brindisi, in cui gli agricoltori prevalevano, si divertiva in modo romantico, andando a teatro e amandolo.
Lo spettatore si sentiva protagonista principale, spesso dal suo posto, interloquiva con l’attore che interpretava il ruolo di “cattivo” che, dal canto suo, rispondeva alla provocazione.
Era un “teatro nel teatro”.
La platea scoppiava di pubblico quando, in modo molto artigianale su un cartellone, posto all’ingresso del teatro, si leggeva: “Serata Nera!”.
Era un modo per introdurre i giovani nello sconosciuto mondo erotico e … da scoprire, mentre per gli adulti si profilava una probabile crisi coniugale, perché la moglie, dissenziente, aveva saputo.
Per i brindisini la storia continua, infatti l’amore per il teatro, mai sopito, continua ad essere il divertimento preferito e praticato.

… Frequentato prevalentemente da spettatori abituati ad addormentarsi durante le proiezioni, la platea si animava improvvisamente, quando si spezzava la consumata pellicola, rea di essere stata proposta e proiettata varie volte.
L’imprevista interruzione e le luci accese in sala davano il via al cosiddetto pandemonio, ovvero ad una serie di improperi nei confronti dell’incolpevole operatore; si trattava di un irripetibile spettacolo, “sceneggiata” senza copione, in cui ci si poteva attendere di tutto e di tutto poteva accadere. …


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